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Gennaio 2024 sulla Regione Abruzzo è stato più caldo di 2.2°C rispetto alla media di riferimento climatologico 1991-2020, e più secco, con precipitazioni più scarse in media del 27% rispetto alla climatologia. Condizioni di prevalente alta pressione sul Mediterraneo occidentale hanno favorito un flusso d’aria tiepido da meridione e condizioni di stabilità atmosferica, che hanno portato anche ad alcuni episodi di favonio appenninico (libeccio o garbino).

Analisi sinottica

In Figura 1 riportiamo le anomalie rispetto alla media climatologica 1981-2010 sull’Europa da rianalisi NCEP/NCAR (psl.noaa.gov) per il mese di gennaio 2024 di geopotenziale a 500 hPa, vento vicino alla superficie, temperatura a 2 m e precipitazione. Dalla mappa di geopotenziale si può vedere come un’area anticiclonica di alta pressione sia stata prevalente sul Nord Africa e l’Europa sudoccidentale, mentre sull’Europa nordorientale abbia prevalso la bassa pressione dal circolo polare. Il flusso di aria prevalente sull’Italia è stato dunque meridionale, in superficie occasionalmente da Sud-Ovest (libeccio o garbino) che, nello scavalcare l’Appennino è andata a perdere umidità e a rediscendere in raffiche calde e secche sul versante Adriatico. Il Sud-Ovest Europa è stata caratterizzato da anomalia termica positiva di circa +4°C rispetto alla climatologia, mentre sul Nord-Est Europa hanno prevalso anomalie negativi di -4°C. Le precipitazioni sono state generalmente più abbondanti su gran parte dell’Europa centro-settentrionale, mentre sul Mediterraneo sono stati più scarse della climatologia.

Figura 1. Anomalie rispetto alla media climatologica 1981-2010 sull’Europa da rianalisi NCEP/NCAR (psl.noaa.gov) per il mese di gennaio 2024 di (a) geopotenziale a 500 hPa, (b) vettore vento in superficie, (c) temperatura a 2 m, (d) precipitazione.

 

Analisi locale

In Figura 2 mostriamo le mappe di anomalia delle temperature e delle precipitazioni sulla regione Abruzzo, ricostruite con dati dell’Ufficio Idrografico e Mareografico elaborate dal CETEMPS, per il mese di gennaio 2024. Le anomalie di temperatura sono state positive ovunque. La temperatura media è stata più alta del riferimento climatologico 1991-2020 di +2.2°C in media, con punte di +2.9°C nell’entroterra pescarese. La distribuzione spaziale delle anomalie di temperatura massima e di temperatura risultano simili a quella della media, ma con valori più elevati per le massime (+2.7°C di anomalia media) e più contenuti per le minime (+1.7°C). Le precipitazioni sono state più scarse in media del 27%, oscillante tra il -10% dell’entroterra teramano e chietino e il -45% dell’aquilano.

Figura 2. Anomalie rispetto alla media climatologica 1991-2020 sull’Abruzzo da centraline meteo regionali per il mese di gennaio 2024 di (a) temperatura media, (b) temperatura massima, (c) temperatura minima, (d) precipitazione.

Nelle Figura 3 – Figura 7 riportiamo le serie temporali di anomalie di temperatura (media, massima, minima ed escursione giornaliera) e precipitazione giornaliere per diverse località della Regione Abruzzo rispetto alle medie climatologiche 1991-2020 per il mese di gennaio 2024. Si può vedere come il mese sia stato caratterizzato da anomalie termiche in prevalenza positive, con l’eccezione di due brevi periodi di alcuni giorni ciascuno. All’inizio e verso la metà del mese, valori alti sia di massime che di minime, ma non di escursione giornaliera, sono indice di favonizzazione dei venti di libeccio al passaggio sopra gli Appennini. La fine del mese, invece, ha visto anomalie positive per le massime e negative per le minime, con forte anomalia positiva dell’escursione termica diurna, attribuibile alla scarsissima copertura nuvolosa.

Le precipitazioni più significative sono occorse in un paio di giorni nella prima decade, complice il passaggio di una perturbazione freddo che ha anche determinato alcuni dei giorni con anomalia termica negativa.

Figura 3. Anomalie della temperatura media giornaliera in diverse località della Regione Abruzzo rispetto alle medie climatologiche 1991-2020 per il mese di gennaio 2024.

Figura 4. Anomalie della temperatura massima giornaliera in diverse località della Regione Abruzzo rispetto alle medie climatologiche 1991-2020 per il mese di gennaio 2024.

Figura 5. Anomalie della temperatura minima giornaliera in diverse località della Regione Abruzzo rispetto alle medie climatologiche 1991-2020 per il mese di gennaio 2024.

Figura 6. Anomalie dell’escursione termica giornaliera in diverse località della Regione Abruzzo rispetto alle medie climatologiche 1991-2020 per il mese di gennaio 2024.

Figura 7. Anomalie della precipitazione cumulata giornaliera in diverse località della Regione Abruzzo rispetto alle medie climatologiche 1991-2020 per il mese di gennaio 2024.

In Figura 8 riportiamo il dettaglio delle località di Catignano (PE) e Goriano Sicoli (AQ) con la cronologia dei 10 anni con eventi più estremi in positivo e in negativo di temperatura media nel periodo 1974-2024. Il dato di gennaio 2024 è il più alto nella serie storica per Catignano, segnando quindi un nuovo record di temperatura. Per Goriano Sicoli, invece, si tratta del nono più caldo degli ultimi 50 anni.

Figura 8. Cronologia degli estremi climatici di temperatura media mensile nel periodo 1974-2024 a (a) Catignano (PE) e (b) Goriano Sicoli (AQ). Sono mostrati i 10 anni con anomalie maggiori in positivo e in negativo.

 

Previsioni stagionali

Riportiamo le valutazioni che possono essere tratte in base alle previsioni stagionali rilasciate dal servizio europeo Copernicus (https://effis.jrc.ec.europa.eu/apps/effis.longterm.forecasts/) per le prossime tre settimane in Figura 9.
Per quanto riguarda l’Italia, la settimana entrante è attesa essere ancora decisamente più calda della norma, con precipitazioni scarse. Le condizioni appaiono rientrare poi gradualmente nella norma nelle successive due settimane.

Figura 9. Previsioni stagionali delle anomalie settimanali di temperatura e precipitazione sull’Europa da servizio Copernicus (https://effis.jrc.ec.europa.eu/apps/effis.longterm.forecasts/).

I dati meteorologici delle stazioni abruzzesi sono raccolti dall’Ufficio idrologia, idrografico e mareografico dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile dell’Abruzzo ed elaborati dal CETEMPS dell’Università degli Studi dell’Aquila, secondo la metodologia illustrata in https://rmets.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/joc.7081.

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